di Francesca Gambarini
Il marchio di cosmetici nato a Monza, 93 milioni di ricavi, ha compiuto mezzo secolo. Per crescere ancora, innova i suoi prodotti iconici e punta alla comunicazione social. Valerio Gatti, seconda generazione e ceo: «Il settore è iper-competitivo, servono autenticità ed emozione»
Il «rosso Pupa», dopo cinquant’anni, non ha perso smalto. Quel colore è più di un tratto distintivo per l’azienda di cosmetici di Monza, la Micys nata dall’idea di Angelo Gatti nel 1975, che con il brand Pupa inventò un modo diverso di truccarsi per le ragazze degli anni Ottanta e Novanta. Con i suoi cofanetti make-up dalle forme più varie e sempre rigorosamente rossi — c’era il bouquet, poi sono arrivati la piramide, la coccinella, il carillon, le matrioske … — e con il mascara Intensyl, che integrava uno specchietto nella confezione, Pupa ha dato all’Italia e al mondo una nuova interpretazione della «classica» trousse, e non solo.
«Non siamo mai stati un’azienda convenzionale — è orgoglioso Valerio Gatti, figlio di Angelo, che oggi guida la storica realtà del beauty con il ruolo di amministratore delegato —. Papà si è dovuto inventare qualcosa per distinguersi. Ci è riuscito e noi proseguiamo su questa




