
Il tavolo Autotrasporto con il ministro: una galassia di sigle sindacali divise tra loro. Uggè (Unatras): proteste come quelle al Sud danneggiano tutta la categoria
«Io ho chiesto un po’ di fondi, non è che chiudiamo la partita, ma almeno cominciamo», intanto «se allentate un po’ i problemi al traffico, male non fa». Con una telefonata agli autotrasportatori campani in protesta, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini si prepara all’incontro di martedì mattina in Prefettura a Milano con le 11 sigle nazionali dell’autotrasporto – tra cui Unatras, Assotir, Anita, Conftrasporto, Confartigianato Trasporti, Cna Fita, Trasportounito – che chiedono soluzioni contro il caro carburanti. Sul tavolo ci sono i 434 milioni di euro di crediti d’imposta promessi lo scorso maggio e mai arrivati «per lungaggini burocratiche»: «Li sbloccheremo», promette Salvini che chiederà di svincolare altri 590 milioni per il rinnovo del parco veicolare già stanziati. Le federazioni si augurano che dall’incontro arrivino «risposte concrete e immediate», dice il presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo, che sottolinea anche: «Occorre evitare che una crisi già pesante per il settore dei trasporti si trasformi in un’emergenza per l’intera filiera commerciale e per i consumatori».
«Blocco totale senza soluzioni»
Per ora nessuna di loro ha ufficialmente scioperato, ma




