
di Stefano Montefiori
La sfiducia verso la polizia e le autorità, in Francia, è ormai enorme: la durezza della repressione rischia di tradursi in un ostacolo di fatto alla libertà di manifestare, cardine della democrazia
PARIGI – In questi giorni gli agenti di polizia e i gendarmi sono in prima linea nelle strade francesi e protagonisti dei social media, non sempre per le buone ragioni. Oltre una ventina di inchieste sono state aperte dalla IGPN (Ispezione generale della polizia nazionale), la cosiddetta polizia della polizia, per possibili abusi durante gli interventi per ristabilire l’ordine.
Il blocco dei licei continua, e martedì è prevista un’altra grande giornata di mobilitazione con l’adesione di universitari e sindacati degli insegnanti. Il governo spera che la protesta nelle scuole perda forza perché da venerdì sera cominciano le vacanze di Ognissanti, e gli allievi resteranno due settimane a casa. Ma il giorno dopo, sabato 17 ottobre, è prevista una grande manifestazione generale che vedrà il ritorno dei gilet gialli, il movimento di protesta contro il carovita e più in generale contro il governo, attivo nel 2018-2019. Allora 1800 agenti e 2500 tra manifestanti e passanti rimasero feriti, una donna di 80 anni fu




