
di Tommaso Labate
Le ipotesi oltre il duello Conte-Schlein. E Mastella: «Mi candido»
«No, no, non vanno bene le primarie a due. Sarebbe una competizione troppo feroce. Se restassero solo due nomi, mi candiderei anche io». Neanche il tempo di sentir dire a Giuseppe Conte che due soli candidati trasformerebbero le primarie del centrosinistra in un duello rusticano, con effetti collaterali per la salute della coalizione tutti da sperimentare, ed eccoli, il primo ditino alzato e la prima voce che dalle retrovie urla «Presente!». Quelli di Clemente Mastella, inossidabile guardiano dell’ortodossia centrista del centrosinistra, che dice al Corriere: «Sì, sì, non si può fare una competizione del genere con due soli sfidanti. Sarebbe deleterio per tutti, anche per loro. A ’sto punto mi candido anche io, come avevo già fatto alle prime primarie del centrosinistra del 2005 che incoronarono la corsa di Romano Prodi alle elezioni del 2006. Lo ricordano in pochi ma feci un figurone: quasi 200 mila voti, arrivai terzo dietro Prodi e Bertinotti».
Insomma, prima ancora che si delimiti il perimetro di gioco, gli iscritti iniziano a moltiplicarsi: Elly Schlein, Giuseppe Conte e quindi Mastella, che diventerebbe l’unico superstite della competizione di ventuno anni




