
Trasportare le biciclette in auto richiede attenzione, tra tipologie di portabici differenti, norme specifiche e sanzioni che possono superare gli 8.000 euro. Le cose da sapere prima di caricare la bici e mettersi in marcia
Martin Fedrizzi
1 maggio – 07:44 – MILANO
Torna il sole, tornano le bici sul portabici dell’auto. E tornano anche i problemi per chi non si è ancora messo in regola. Prima di caricare sulla vettura la propria bicicletta, per evitare di incorrere in sanzioni che possono rivelarsi particolarmente aspre, è prudente infatti prestare attenzione alle principali norme che disciplinano l’uso del portabici. Norme che differiscono in base alla tipologia montata sull’auto. I portabici si dividono infatti in tre grandi famiglie. Il portabici da tetto è la soluzione che crea meno problemi con la segnaletica posteriore: non copre né targa né fanali, ma impone attenzione all’altezza massima consentita di 4 metri. Il portabici da portellone è economico e facile da rimuovere, ma spesso copre la targa o i fanali e, se privo di luci ripetitrici integrate, espone il conducente a sanzioni. Il portabici da gancio di traino è invece il più stabile e




