di Andrea Rinaldi
Lo studio di Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi. Criptovalute solo per il 2%, addio al «Bot people» ora spazio ad altre aspettative di rendimento, ma il 72% non diversifica
Nel 2026, il 56% degli italiani è riuscito a risparmiare, accantonando in media l’11,9% del reddito disponibile, anche se la percentuale è in frazionale calo rispetto al 2020 (12%), anno della paura Covid. Le motivazioni principali sono la prevenzione (40%), la pensione e la casa (entrambe al 19%), ma cresce anche il risparmio destinato agli investimenti (6%). Lo rivela l’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2026, realizzata da Intesa Sanpaolo con Centro Einaudi. Dalla ricerca emerge che il ratio di avversione al rischio – misurato dal rapporto tra chi dichiara di non essere disposto a correre rischi negli investimenti finanziari e chi invece lo e -, nel 2026 ha raggiunto il livello massimo di 33,6 dal 20,5 del 2025 e dall’8,1 del 2017. I più restii «sono i giovani tra i 18 e i 24 anni (ratio 84), per le cicatrici degli shock vissuti negli anni della formazione», dice il dossier.
Educazione finanziaria
«La redditività è sempre connessa a un certo livello




