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Pirlo e il dilemma azzurro dei terzini: come si incastrano Dimarco e Palestra nella difesa a 4?

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Con il nuovo corso addio al 3-5-2, ma i migliori esterni che produce il calcio italiano sono abituati a giocare a tutta fascia…

Difendere con quattro giocatori non è soltanto una scelta strategica ma è anche una scuola di pensiero. L’Italia ha deciso di seguire il filone dei successi europei, a livello di club ma anche di nazionali, e per questo imporrà il sistema tattico a tutte le selezioni, cominciando dalla squadra dei grandi. Accettando la prestigiosa chiamata di Malagò, Maldini e Leonardo, Andrea Pirlo sposa dunque la filosofia che precede l’applicazione. Del resto, come dimostra la sua tesi di Coverciano, i suoi princìpi sono molto vicini a quelli della nuova Figc. 

problemi e soluzioni—  

Già ma l’Italia è pronta a ripensarsi dopo molti anni di 3-5-2, al quale si sono adeguati via via i diversi commissari tecnici? Soprattutto: abbiamo i difensori e gli esterni adatti al cambiamento? Se immaginiamo i due terzini più forti del momento, Palestra da una parte e Dimarco dall’altra, sono entrambi abituati a correre a tutta fascia. Nel linguaggio contemporaneo gli allenatori li chiamano “quinti” perché in fase difensiva ripiegano in un quintetto. Resta un (forte) dubbio: insieme in una difesa a quattro Palestra

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