di Andrea Rinaldi
Confermati gli obiettivi di ricavi a fine anno tra 6,75 e 6,95 miliardi. Salgono i volumi e il fatturato dell’alto di gamma. L’ad Casaluci: «Accordi in arrivo per i cyber tire in Europa, Usa e Cina»
In un momento in cui la guerra in Iran si riflette con incertezza, rincari di materie prime e ritorno dell’inflazione, Pirelli vede i ricavi in sostanziale tenuta a 3,50 miliardi (ma a +2,5% escludendo l’effetto cambi e iperinflazione) mentre l’utile cresce a doppia cifra: +13,3% a 299 milioni e
un margine ebit adjusted al 16%. Il buon risultato dell’utile è dovuto a minori oneri finanziari sul debito lordo del gruppo, poiché è diminuito, oltre che al minor peso del debito finanziario nei Paesi con tassi d’interesse più elevati.
Consigliere cinesi contro
Il gruppo della Bicocca quindi conferma i conferma i target 2026 comunicati a maggio, aggiornando alcuni driver sulla base dello scenario esterno. I ricavi sono compresi tra 6,75 e 6,95 miliardi di euro, con volumi attesi a +0%-1% (nella precedente indicazione oscillavano tra +1%-2%). Nel secondo trimestre in particolare i ricavi sono cresciuti dell’1% a 1,7 miliardi (+1,4% escludendo l’effetto cambi e iperinflazione) e l’ebit adjusted dello 0,7% a 280,4 milioni con




