
Il bomber scade nel 2030, vede solo nell’Inter e le parti sono già al lavoro per un nuovo contratto con stipendio superiore
Di questi tempi, un anno fa, l’Inter metteva le basi per il double e soprattutto riscopriva Pio Esposito al Mondiale per Club. Ha esordito con la prima squadra dall’altro lato del mondo contro i giapponesi dell’Urawa e dopo quella gioia ricordava che “11 anni fa vestivo questa maglia bellissima e sognavo questo momento che finalmente è arrivato”. Cristian Chivu, che già lo conosceva (“da quando era più basso di me”) visti i trascorsi insieme nelle giovanili interiste, gli aveva chiesto per prima cosa di non snaturarsi, poi di riempire l’area di rigore, di proteggere palla e di provare a buttarla dentro. Detto, fatto. La gara successiva, contro il River Plate, è arrivato il primo gol. Una gioia da attaccante puro dopo la soddisfazione di aver esordito in attacco con Lautaro. Una PiLa allora solo embrionale faceva capolino al Lume Field di Seattle e Chivu già costruiva una corazza intorno al ragazzone di Castellammare. “Ha fatto una grande prova e ha grandi margini ma so che manterrà i piedi per terra. Cerchiamo di non fare con lui errori




