
Scopriamo cosa c’è dietro il nuovo record italiano degli 800 metri in 1’42″67
Laerte Salvini
22 settembre – 15:57 – MILANO
Il 13 settembre, all’Ultimate Championship di Budapest, Francesco Pernici ha corso gli 800 metri in 1’42″67: nuovo record italiano, settima prestazione mondiale dell’anno, primo tra gli europei. Non è bastato per salire sul podio – è arrivato quinto – ma è bastato per confermare che l’azzurro è ormai stabilmente tra i dieci migliori ottocentisti al mondo. Esattamente un mese prima, il 13 agosto, si era già giocato una finale europea a Birmingham, chiusa al quinto posto a sei centesimi dal bronzo. A Gazzetta Active coach Giorgio Rondelli, che segue da tempo le gesta di Pernici, spiega cosa cambia davvero quando un 800ista corre in questo modo: come si legge tatticamente una gara così, che tipo di atleta serve per reggerla e perché oggi certi tempi, prima rarissimi, tornano con più frequenza.
Una tattica a due facce: coperto o al comando—
Il primo dato tecnico riguarda il repertorio tattico di Pernici, che non è un atleta a schema fisso. “È un atleta che dal punto di vista




