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Perché Putin ha smesso di proteggere il criminale Ilia Traber, detto l’«Antiquario»? La parabola del padrino di San Pietroburgo, dall’inviolabilità all’arresto

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di <b>Paolo Valentino</b>

Noto come «l’Antiquario», è stato a lungo legatissimo al presidente russo. Ma i suoi affari e interessi (e forse informazioni) potrebbero essere diventati scomodi

«L’antiquario» era finora stato considerato un intoccabile. Lo sapevano tutti a San Pietroburgo che Ilia Traber, 75 anni, fosse un padrino temuto, legato alla potente cosca Tambovskaya-Malyshevskaya. Ma il suo antico legame con Vladimir Putin lo aveva fino ad oggi messo al riparo da ogni inchiesta giudiziaria sui suoi molti loschi affari, men che meno da ogni accusa per crimini efferati.

Non più. Traber è stato arrestato il 17 giugno scorso dal FSB, il servizio di intelligence e sicurezza interna della Russia, e subito trasferito a Mosca dove un tribunale cittadino lo ha accusato di omicidio premeditato e traffico d’armi, ordinandone la custodia cautelare per almeno due mesi. 

I fatti risalgono al 2020, quando Traber avrebbe comandato l’assassinio dell’imprenditore e uomo politico Alexandre Petrov, suo socio in affari, abbattuto da un cecchino mentre usciva dalla sauna della sua villa nella regione di Vyborg, al confine con la Finlandia. Svelato dal sito Meduza, l’arresto del boss getta una luce inattesa sulla lotta in corso dentro il potere russo per

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