
Al neo ad Carnevali è stato chiesto di effettuare una cessione che generi un effetto positivo a bilancio di circa 12-13 milioni entro il 30 giugno
Il 30 giugno è da sempre considerata una data chiave per le società calcistiche: alla fine del sesto mese dell’anno, infatti, si chiudono i bilanci e, con essi, anche i conti da sottoporre alla Uefa in merito ai paletti del Fair Play Finanziario. Nel corso degli ultimi anni sono stati numerosi i club di Serie A che hanno visto in questa data quella ultima per registrare plusvalenze e rientrare nei parametri. Negli ultimi tempi, anche in casa Juve si è registrata la volontà di effettuare una cessione che generasse un effetto positivo di 12-13 milioni entro fine giugno. Cerchiamo di capirne le motivazioni.
Perché la Juve deve fare una plusvalenza entro il 30 giugno?
L’ultima semestrale ha fatto registrare un rosso di bilancio di 2,5 milioni e, in generale, si prevede un conto economico “ancora in perdita” pure per l’esercizio 2025-26. Dopo aver ridotto sensibilmente le perdite dai -239 milioni del 2021-22 ai -58 milioni del 2024-25, il club bianconero ha già dovuto rinviare al 2027-28 l’obiettivo del raggiungimento del pareggio (previsto nel




