
di Viviana Mazza
L’amore per la politica, la dieta a base di alce e foca e le battaglie per la comunità dei nativi. Ma anche scatti d’ira e una mossa scorretta: chi è, e perché ora è nei guai, la candidata dem al Senato per l’Alaska
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Il caso «Dan Sullivan» sarà ricordato come uno dei più lampanti esempi di autosabotaggio da parte del partito democratico. Mary Peltola, candidata democratica al Senato, era avanti di due punti percentuali sul suo rivale Dan Sullivan, secondo i sondaggi, e i mercati delle previsioni (Polymarket) le davano il 74% delle probabilità di vittoria nella corsa per il Senato in Alaska, dove un democratico non vince dal 2008. Ma dopo il caso Sullivan le sue chance sono scese al 69% e bisognerà vedere che tipo di ostacoli verranno frapposti dall’amministrazione Trump alla certificazione del voto, nel caso in cui dovesse vincere lei davvero.
La campagna elettorale di Peltola aveva strenuamente negato per mesi di avere organizzato la candidatura in quella stessa corsa di Dan J. Sullivan Jr, insegnante in pensione e omonimo del senatore repubblicano Dan S. Sullivan, il rivale di Peltola.
Trump aveva accusato i




