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Da Venezia alla Casa Bianca, i velluti dei Dogi conquistano il lusso mondiale: la storia della tessitura Bevilacqua

di Fabio Savelli

La tessitura Bevilacqua, nata attorno al 1700, lavora ancora su telai settecenteschi affacciati sul Canal Grande. Dalla Casa Bianca a Dior, Fendi e Dolce&Gabbana, i suoi velluti raccontano il successo del Made in Italy

Ci sono telai che hanno attraversato secoli di storia senza finire in un museo. Sono ancora al lavoro, nel sestiere di Santa Croce, a Venezia, in una manifattura affacciata sul Canal Grande. Qui il rumore delle macchine non ha cancellato quello della tessitura manuale e il velluto continua a prendere forma attraverso gesti che richiedono esperienza, pazienza e una conoscenza difficile da trasmettere. È la Tessitura Luigi Bevilacqua, una delle espressioni più antiche dell’artigianato tessile veneziano, capace di portare i suoi tessuti negli ambienti più prestigiosi del mondo.

L’anno di fondazione

La storia dell’azienda comincia ufficialmente attorno al 1700, ma le sue radici familiari risalgono almeno al 1499. È l’anno riportato su un cartiglio in un dipinto di Giovanni Mansueti, nel quale compare il nome di Giacomo Bevilacqua, indicato come tessitore. Un documento che lega la famiglia a una tradizione produttiva precedente alla fondazione della manifattura. La stessa azienda si presenta come la più antica tessitura ancora in attività in Europa:

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