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Pd, Nadia Mazzardis: «Ci si è illusi che il consenso acquisito fosse per sempre. All’interno c’è stata una guerra dei cent’anni»

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di Silvia M.C Senette

La vicepresidente della Commissione provinciale pari opportunità e capofila delle Donne democratiche: «Essere opposizione costruttiva ci impone di riallacciare quei fili che si sono strappati negli anni»

«Bisogna avere il coraggio di dire che abbiamo perso e interrogarsi sulle motivazioni, non sui responsabili. L’organizzazione interna è la grande ricchezza di un partito come il Pd, uno dei pochi a vantare una struttura, ma dobbiamo fare analisi e valutare le responsabilità di alcune scelte senza cercare colpevoli. Forse ci si è illusi che il consenso, una volta acquisito, fosse per sempre». Nadia Mazzardis, figura di riferimento del Partito Democratico altoatesino, già vicesegretaria provinciale, presidente dell’assemblea e oggi vicepresidente della Commissione provinciale pari opportunità oltre che capofila delle Donne democratiche, si inserisce nel solco dell’autoanalisi del centrosinistra dopo i recenti scossoni elettorali, ponendo l’accento sul bisogno di ritrovare la coesione interna perduta.

Mazzardis, partiamo dalle tre sconfitte consecutive tra Provinciali e Comunali. Quale ha rappresentato il vero campanello d’allarme?
«La prima del 2018 mi fece male: ero presidente dell’assemblea e mi dimisi. Sicuramente ha pesato pesato l’uscita del gruppo Bizzo e il dualismo interno con Tommasini. Il Pd è nato per contenere più anime, ma a

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