
di Monica Guerzoni
Il capogruppo del Movimento al Senato: «Ora serve il programma»
Ad angosciare Stefano Patuanelli non sono le primarie, ma la salute di Alessandro di Battista. «Seguiamo con grande apprensione le notizie che arrivano da Cuba — risponde l’ex ministro e capogruppo del M5S al Senato —. Siamo molto vicini alla sua famiglia, ci auguriamo che Alessandro si rimetta e torni in Italia il prima possibile».
Per Elly Schlein il dibattito sulle primarie è «inutile e dannoso». È d’accordo?
«I dibattiti non sono mai dannosi, confrontarsi sulle diverse posizioni fa sempre bene. L’intervista di Roberto Speranza al Corriere ha aperto il vaso di Pandora, anche all’interno del Pd».
E lei cosa vede, nel vaso?
«Le riflessioni di Roberto non sono banali, ma vedo una preoccupazione eccessiva».
Non la convince la tesi secondo cui se vince Conte il Pd va in pezzi e se prevale Schlein i vostri non votano per il centrosinistra?
«È la teoria di chi è freddo verso le primarie. Ma se ci fosse un accordo a tavolino, siamo sicuri che i rispettivi mondi ci seguirebbero? Un momento di grande partecipazione e democrazia potrebbe avvicinare alle urne i nostri popoli, non allontanarli».
Quindi le




