
Lo juventino ha avuto un minutagglio più alto rispetto al romanista ma è rimasto lontanissimo dai suoi livelli migliori
Per la terza volta consecutiva i rigori hanno mandato a casa l’Olanda. Dopo la sconfitta in finale nel 2010, la nazionale oranje non ha più perso al Mondiale, ma non è nemmeno riuscita ad arrivare all’ultimo appuntamento uscendo sempre a causa dell’imprecisione dal dischetto: nel 2014 in semifinale contro l’Argentina, nel 2022 (dopo la mancata partecipazione del 2018) ai quarti sempre contro l’Albiceleste e stanotte ai sedicesimi contro il Marocco. Finisce così anche il Mondiale di Donyell Malen e degli altri “italiani” convocati da Ronald Koeman: Teun Koopmeiners, Marten De Roon e Denzel Dumfries che da domani sarà un giocatore del Real Madrid.
IL ROMANISTA—
Il più deluso della compagnia è sicuramente il giallorosso, che dopo lo splendido impatto sul calcio italiano pensava di vivere un Mondiale da protagonista. E invece non ha segnato nemmeno un gol e stanotte è rimasto tutta la partita in panchina. Le motivazioni di un torneo sotto tono sono in parte fisiche (non è mai sembrato brillante) ma prevalentemente tattiche. Malen ama giocare da centravanti, motivo per cui ha accettato la proposta della Roma: Gasperini intendeva




