
di Marika Giovannini
L’Azienda sanitaria si scusa per i disagi e parla di criticità risolte in tempi brevi, ma Pd e sindacati attaccano i vertici: «Non è più un caso isolato, servono responsabilità». La Uil chiede le dimissioni del direttore generale
L’ennesimo blackout è arrivato proprio nel pieno della bufera politica — anche in questo caso, l’ennesima — sull’operato dei vertici della sanità trentina. Con il direttore generale dell’Asuit Antonio Ferro da giorni al centro di un fuoco di fila bipartisan dopo i dati di Agenas sulle liste d’attesa, che vedono il Trentino fanalino di coda in Italia.
Disagi per prelievi, radiologie e Pronto soccorso
Ieri (28 luglio), dunque, i cittadini che hanno avuto bisogno dei servizi sanitari provinciali hanno dovuto affrontare più di un disservizio. Alla mattina, infatti, a subire uno stop sono stati i punti prelievo del territorio, con disagi e malfunzionamenti che hanno ritardato l’attività all’apertura delle strutture. Nel corso della giornata, poi, altri blocchi informatici hanno interessato i sistemi di Radiologia e dei Pronto soccorso. «Criticità risolte in tempi brevi grazie agli interventi dei tecnici» si sono affrettati a spiegare dall’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino. Senza sottrarsi: «Asuit — si legge nelle due




