di Ferruccio de Bortoli
L’apporto di questa fonte sarà indispensabile per fronteggiare la domanda, per provare ad abbassare i prezzi delle bollette e per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Gli investimenti nelle rinnovabili? Non bastano
La questione nucleare è l’elefante nella stanza della politica energetica italiana. La maggioranza ha il merito di aver fatto, con il recente disegno di legge delega, un passo formale in avanti. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha assicurato, al forum Teha di Cernobbio, che in autunno arriveranno i decreti attuativi. Matteo Renzi, sempre a Villa d’Este, ha sostenuto però che l’impegno del governo è poco serio. O, nella migliore delle ipotesi, preterintenzionale. Lo stanziamento iniziale di soli 20 milioni, dice, è ridicolo. Il ministro ribatte che, al momento, quei soldi sono persino troppi. Perché stiamo parlando di un programma che punta ad avere la prima centrale nucleare di nuova generazione tra il 2032 e il 2034. Con i tempi della politica italiana si tratta di un’era geologica. Si può tranquillamente accantonare il problema.
Purtroppo, non è così. Si deve decidere subito. E soprattutto, negli anni a venire, non si dovrà cambiare idea. L’opposizione, che si candida a vincere le elezioni del




