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Non è ancora nata ma fa già discuetre l’Agenzia per il Cinema: «Aumenta la burocrazia»

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di Renato Franco

La preoccupazione di produttori e autori per il disegno di legge relativo al riordino e al sostegno del settore cinematografico e audiovisivo

Fa discutere il disegno di legge 2035 relativo al riordino e al sostegno del settore cinematografico e audiovisivo. Il provvedimento mira a istituire una nuova Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo, con l’obiettivo di concentrare e rendere più efficace la gestione delle politiche pubbliche per il settore, riorganizzare competenze e funzioni oggi distribuite tra diverse amministrazioni, definire organizzazione, organi direttivi, personale e sistemi di controllo della nuova Agenzia e, più in generale, intervenire sulle misure di sostegno alla produzione e alla filiera cinematografica e audiovisiva italiana.

Apa, l’Associazione produttori audiovisivi, non contesta in sé la nascita dell’Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo, ma teme che la riforma, così com’è concepita, non produca la semplificazione promessa. Il nodo centrale è la mancanza di una netta separazione tra le competenze dell’Agenzia e quelle del Ministero della Cultura: il MIC manterrebbe indirizzo politico, strategico e ispettivo, mentre all’Agenzia verrebbero affidate soprattutto funzioni attuative. Il rischio, secondo i produttori, è creare una sorta di «gemello» della Direzione generale Cinema e Audiovisivo, aggiungendo un nuovo organismo e un

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