
di Simone Dinelli
I dieci Ordini e l’Intersindacale contro la scelta di Giani: «Necessario tutelare un ente scientifico come l’Ars»
Prima l’accusa di spartizione da parte del centrodestra e i dubbi dentro la stessa maggioranza che governa la Regione, con Avs e M5S, poi le critiche di alcune sigle sindacali mediche (Cimo Fesmed, Fassid e UilFp Medici). E, dopo la lettera pubblicata dal Corriere Fiorentino e firmata da dieci autorevoli medici — da Dubini a da Filicaia a Tartaglia — un’autentica offensiva. Nel mirino la scelta del governatore Eugenio Giani di nominare Giovanni Grasso, infermiere già capolista di Casa Riformista ad Arezzo, dove però non è stato eletto, come nuovo commissario dell’Ars, l’Agenzia regionale di sanità.
A prendere pubblicamente posizione contro la nomina di Grasso sono ora tutti gli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Toscana, con i loro dieci presidenti provinciali che esprimono «forti perplessità e profonda preoccupazione». Il punto, dicono, non è il valore della persona ma la natura dell’incarico.
L’Ars, ricordano, è un organismo tecnico-scientifico centrale per la sanità regionale e richiede quindi «formazione ed esperienza di lavoro» coerenti con le funzioni previste. Nel curriculum di Grasso questi elementi non




