
Circola in vari ambienti la tesi secondo cui il presidente americano avrebbe orchestrato l’episodio con l’obiettivo di risalire nei sondaggi o di distogliere l’attenzione dalla crisi iraniana. Ma è assai improbabile che le cose stiano così
Donald Trump ha organizzato l’attentato di sabato sera? E’ questa la teoria che sta circolando in vari ambienti. C’è chi dice che il presidente americano l’avrebbe fatto per risalire nei sondaggi, chi ritiene che lo abbia fatto per distogliere l’attenzione mediatica dalle difficoltà legate alla guerra in Iran. C’è anche chi pensa che lo abbia orchestrato per giustificare una ripresa delle ostilità con Teheran. Vale quindi la pena di chiedersi se questa tesi sia plausibile o meno. La risposta, a ben vedere, è negativa.
Innanzitutto, la storia politica americana dimostra che il subire attentati non si traduca automaticamente in un aumento dei consensi per i presidenti. Nel settembre 1975, Gerald Ford subì due tentativi di assassinio. Eppure, l’anno dopo, perse le elezioni presidenziali contro Jimmy Carter. Era invece marzo 1981, quando Ronald Reagan fu ferito a colpi d’arma da fuoco. Ciononostante, alle elezioni di metà mandato del 1982, il Partito repubblicano perse 26 seggi alla Camera, non conquistandone alcuno al Senato. Il caso




