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Ning Feng: un onore e una responsabilità succedere a Ughi

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di Giuseppina Manin

Il violinista cinese, 44 anni, è il nuovo presidente di giuria del prestigioso Premio Paganini. Il primo asiatico, il più giovane della storia del riconoscimento

Tutti i debutti sono speciali, ma alcuni più speciali degli altri. «Avevo 24 anni quando arrivai a Genova per partecipare al Paganini, per un violinista uno dei concorsi top del mondo. Ma nel tragitto aereo mi persero i bagagli, compreso l’abito scuro necessario per esibirsi. La mia gara poteva finire lì. Per fortuna un concorrente mi prestò il suo, più o meno della mia taglia. Suonai. Con il cuore in gola attesi l’annuncio dei premi. Che arrivò in italiano, e non capii niente. Finché uno dei giurati me lo disse in inglese: avevo vinto!».

Ning Feng, oggi 44 enne solista di gran fama, ricorda con emozione intatta quella sera lontana. Presagio di un destino che, vent’anni dopo, lo riporta al Paganini, stavolta come nuovo presidente di giuria, il primo asiatico, il più giovane della storia del Premio, che così prosegue nel percorso di rinnovamento promosso dal Presidente Giovanni Panebianco e dal direttore artistico Nicola Bruzzo.

«Succedere a Uto Ughi è un grande onore e una grande responsabilità.

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