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Nicolò, di nuovo in piedi dopo la paralisi: «Ora cammino anche due ore e faccio il testimonial nelle scuole»

di Ruggiero Corcella

Nicolò Franco aveva perso l’uso delle gambe, per un incidente in moto. Si muove grazie a un neurostimolatore midollare impiantato al MINE Lab dell’Irccs San Raffaele di Milano, dove in tutto sono stati trattati 20 pazienti, la casistica più numerosa al mondo. Adesso si cureranno anche lesioni non da trauma

La prima immagine che Nicolò Franco, 21 anni, porta con sé è una sensazione, più che un ricordo. L’asfalto, il colpo alla schiena, e poi quella consapevolezza improvvisa: «Non sento più le gambe. Provavo a muovermi, ma il mio corpo restava immobile». È settembre 2023, ha diciassette anni e sta andando agli allenamenti. Calciatore professionista, difensore centrale, una vita costruita intorno al calcio, agli allenamenti, all’idea di un futuro nello sport.
Dieci minuti separano la sua abitazione di Fenegrò (provincia di Como) dal campo di Mozzate. L’incidente arriva a poca distanza da casa, a bassa velocità. Una manovra improvvisa di un’auto parcheggiata, la caduta sul cordolo, l’impatto. Lesione del midollo. Nicolò resta cosciente, poi l’ambulanza, l’elisoccorso, il ricovero all’ospedale Niguarda di Milano. Quando si risveglia, dopo giorni, il primo pensiero è: «Dove mi trovo? E poi: sono morto? Un infermiere mi ha tranquillizzato». La mattina

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