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NextDC crolla in Borsa, Amazon mette in magazzino i superchip Nvidia: la mancanza di energia blocca i data center

di Fausta Chiesa

Negli Stati Uniti oltre cento progetti sono stati bloccati o ritardati a causa dell’opposizione locale. E alcuni data center hanno spazio sufficiente per installare i server, ma non hanno l’energia elettrica sufficiente per alimentarli

Data center bloccati a causa della mancanza di energia elettrica per alimentarli. Lo ha sperimentato a caro prezzo NextDC, uno dei principali operatori australiani, che oggi 21 ottobre è crollato del 41,7% ieri alla Borsa di Sydney dopo aver tagliato le previsioni per il 2027. Il motivo? Ritardi nel progetto M3 da 225 megawatt di Melbourne, dove l’opposizione dei residenti ha bloccato i lavori per portare energia elettrica all’infrastruttura. Il potenziamento della capacità è rinviato al 2028. Concorrenza per l’energia, richiesta di offerta aggiuntiva che fa salire i prezzi: sono ormai diversi i casi di attivismo delle comunità locali contro l’installazione di data center. Secondo un’analisi di Bloomberg su dati dell’istituto di ricerca Data Center Watch, negli Stati Uniti oltre cento progetti sono stati bloccati o ritardati a causa dell’opposizione locale nella prima metà di quest’anno. 

Aws mette i chip in magazzino

Poi c’è il caso, emerso sempre oggi, di Amazon. Secondo Business Insider, Aws cioè la controllata che gestisce i

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