di Laura Magna
Dal campo alla tavola, il quinto report di Cariplo Factory (oggi Factory Plus) fotografa un ecosistema ormai maturo: il 39% delle imprese ha già tecnologie pienamente operative, sei su dieci hanno raccolto investimenti e tre su quattro hanno ottenuto premi. Restano però tre ostacoli strutturali: accesso ai capitali, distribuzione e complessità normativa
Mentre il dibattito sull’alimentazione del futuro continua a concentrarsi su carne coltivata e novel food, in Italia esiste già un ecosistema di imprese che sta cambiando il modo in cui il cibo viene coltivato, trasformato, distribuito e consumato. C’è chi utilizza sensori e intelligenza artificiale per prevedere lo stress delle colture, chi sviluppa etichette intelligenti che monitorano la catena del freddo, chi prolunga la conservazione della frutta con coating vegetali, chi ricava ingredienti funzionali dagli scarti agroalimentari e chi utilizza la blockchain per certificare l’origine dei prodotti e contrastare l’Italian Sounding.
Sono alcune delle 118 startup, Pmi innovative e spin-off fotografate dal report Next-Gen Food «Il futuro del cibo, il cibo del futuro», realizzato da Cariplo Factory – che da pochi giorni ha assunto il nuovo nome di Factory Plus.
L’ecosistema italiano
Il dato più interessante non riguarda tanto la nascita di nuove imprese, quanto




