
di Davide Frattini
L’inviato Usa Kushner (con Blair «tutore») a Israele: non ostacoli la pace
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME – Quattro ore di discussione perché Benjamin Netanyahu «non ostacoli la pace» e il piano in 15 punti patrocinato da Donald Trump. Soprattutto perché dopo 11 mesi dall’entrata in vigore del cessate il fuoco a Gaza, l’esercito israeliano riduca almeno i raid. Il presidente americano ha spedito a Gerusalemme il genero Jared Kushner, che quando Bibi è salito al potere per restarci, aveva vent’anni. Così è stato accompagnato da veterani della diplomazia come Tony Blair, l’ex premier britannico e già inviato del Quartetto per il Medio Oriente, e il bulgaro Nikolay Mladenov, entrambi sotto contratto per il Board of Peace creato dal leader americano.
Insieme non sono riusciti a smuovere il primo ministro israeliano, che da qui alle elezioni previste per la fine di ottobre ha intenzione di lasciar ristagnare la situazione nella Striscia. Ha ottenuto che l’esercito si ritiri dal 64 per cento dei 363 chilometri quadrati «solo quando il disarmo di Hamas sarà completato». Fino all’ultima pallottola e soprattutto fino all’ultimo tunnel: potrebbero volerci 10 anni, tanto serve — secondo le stime di Mladenov — per smantellare la




