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Nel 2025 ondate di calore marino anche a 40 metri di profondità: «Gravi rischi per la vita sui fondali italiani»

di S. Mor.

Il report di Greenpeace ha considerato 14 stazioni di monitoraggio (13 in Aree Marine Protette). L’anomalia massima della temperatura superficiale del mare, pari a +3,5 gradi centigradi sopra la soglia climatologica, si è registrata in Sardegna tra fine maggio e luglio 2025 nell’Area dell’Asinara

Mentre il 2026 ha già segnato il record assoluto di temperatura per i mari a livello globale (un nuovo segnale che gli oceani del mondo stanno entrando in quella che gli scienziati definiscono «territorio inesplorato») a causa della crisi climatica, Greenpeace Italia lancia un nuovo allarme: anche i mari italiani continuano a scaldarsi, con ondate di calore fino a 40 metri di profondità e fenomeni come necrosi o sbiancamento sulle specie più vulnerabili, tra cui la gorgonia gialla Eunicella cavolini e il corallo Cladocora caespitosa, mentre continua ad aumentare la presenza di specie termofile e aliene come Caulerpa cylindracea. Nell’ultimo rapporto del progetto «Mare Caldo» – progetto nato nel 2019 grazie al contributo di Monica Montefalcone, professoressa di ecologia del DISTAV dell’Università degli Studi di Genova, tragicamente scomparsa lo scorso maggio alle Maldive e alla quale è dedicato il lavoro – sono stati analizzati i dati raccolti nel 2025 in 14 stazioni di

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