di Federico De Rosa e Daniela Polizzi
Dopo l’adesione a una lista concorrente, il cda ha inviato a Lovaglio una lettera di contestazione disciplinare alla quale il manager avrebbe risposto con delle controdeduzioni, senza però entrare nel merito
Dopo avergli ritirato le deleghe da ceo, il consiglio del Montepaschi ha deciso di procedere al licenziamento di Luigi Lovaglio, ancora dipendente della banca con la qualifica di direttore generale. La delibera è stata assunta ieri dal board, con il supporto dell’avvocato giuslavorista Francesco Giammaria, che in una nota ha spiegato, «in conseguenza della revoca delle deleghe» di aver «proceduto alla risoluzione unilaterale per giusta causa del rapporto di lavoro» con l’ex ceo della banca senese.
La lettera di contestazione
È stata una riunione veloce che aveva appunto una sola voce all’ordine del giorno. Da quanto si apprende la scelta è il risultato di uno scambio di lettere tra il board di Mps e lo stesso Lovaglio. Tutto risale a una decina di giorni fa, quando il banchiere, escluso dalla lista del cda uscente in vista del rinnovo del board, aveva comunicato l’adesione alla lista concorrente presentata da Plt Holding, che lo ha candidato come ceo. Una scelta che,




