
di Chiara Maffioletti
L’attore ha ricevuto ieri il Leone d’Oro alla Carriera: «Ho pensato due cose: sono molto onorato e sapete qualcosa che io non so? Avete parlato con i miei medici?»
Con George Clooney, Venezia ha trovato il suo re. Un re simpatico, però, che già dal tappeto rosso, in quella che è stata la sua giornata, ha abbandonato corona e scettro per incontrare la folla che lo acclamava, stringendo più mani possibili, e riproponendo anche l’ormai celebre gag di lui che prende la macchina fotografica e inverte le parti, scattando verso il muro di fotografi che urla il suo nome. Questo perché, in fondo, per Clooney è sempre tutta una questione di prospettive, come ha ribadito anche alla consegna del Leone d’Oro alla carriera o, come ha detto Laura Dern nella laudatio, della «mezza carriera, perché hai ancora tanti film, tanta arte da regalarci». Il dato è che anche grazie a Clooney, la cerimonia d’apertura della Mostra condotta da Greta Scarano e Nicolas Maupas è stata emozionante e divertente allo stesso tempo. Un po’ per l’irrefrenabile voglia del divo di scherzare (inquadrato in primo piano, ha commentato con espressioni buffe tutti i passaggi più solenni




