
di Ester Palma
Il segretario generale della Cei: «Noi vicini in preghiera. Confidiamo che torni presto ai suoi impegni»
Mentre il Papa sta per entrare al Gemelli, i vescovi di tutto il mondo pregano per lui. Monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, è il segretario generale della Cei.
Come avete preso l’annuncio di Papa Leone?
«Con l’apprensione che si prova per una persona cara. Il Papa è un padre e la sua salute ci sta a cuore. Mi ha colpito la semplicità con cui ha condiviso questo momento, ringraziando per la “vicinanza spirituale” e chiedendo la nostra preghiera. Una semplicità che ha colpito anche i non credenti. La malattia non toglie valore alla vita e alla missione. Il Papa non ci ha dato solo una notizia: ci ha affidato un tratto della sua vita. La nostra prima risposta è essergli vicini con la preghiera».
Come state vivendo questi che, per tutta la Chiesa, sono giorni di ansia?
«L’apprensione è comprensibile, quando si vuole bene a un proprio caro. E il Papa lo è. Viviamo questi giorni nella preghiera. Certo, la fede non ci risparmia domande e paure, ma ci dà una compagnia nella prova. Ci sostiene




