
di Chiara Evangelista
Il leader di Italia viva immagina per Beppe Sala un futuro post-sindaco in Parlamento, con un posto tra le fila del Partito democratico
Ormai è un habitué «il Matteo». Neanche quest’anno il leader di Italia viva, Matteo Renzi, ha saltato l’appuntamento alla Festa dell’Unità, all’Arci Corvetto. I presenti lo fermano, gli stringono le mani. «Stavolta si vince», gli dicono, riferendosi alle politiche. Ma il fermento è per le comunali. «Sono contento che uno come Mario Calabresi possa mettersi in gioco, poi toccherà ai milanesi decidere», dice sul passo in avanti del giornalista Mario Calabresi, che ha lasciato i suoi incarichi lavorativi, mettendosi a disposizione del centrosinistra.
Ma la domanda di fondo è: come verrà scelto il candidato della coalizione? Attraverso i gazebo? «Io credo nelle primarie», spiega dal palco, aggiungendo che «qualora il Pd dovesse proporle, dovranno essere accolte con grande passione». Poi, la domanda dritta: «Chi è il suo preferito dei sette aspiranti candidati?». «Che vinca il migliore», risponde Renzi definendo «positivo che ci sia anche Calabresi, che viene da un’esperienza diversa, il giornalismo». Segno per il leader che «il centrosinistra è attrattivo». Ma il leader di Iv precisa: «Quando si perde si




