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Michel Gondry: «I creativi si lamentano dell’AI, ma così difendono solo le grandi produzioni cinematografiche»

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di Barbara Visentin

Il regista francese sarà a Torino dove riceverà la Stella della Mole dal Museo nazionale del cinema e terrà una masterclass. Alla Scuola Holden, per la prima volta in Italia, verrà ospitato il suo laboratorio L’Usine de Films Amateurs

La creatività è ovunque, sostiene Michel Gondry, regista sospeso fra sogno e realtà che il 28 maggio sarà a Torino, dove fra le altre cose riceverà la Stella della Mole dal Museo nazionale del cinema e terrà una masterclass. Ma il premio Oscar francese visiterà anche gli spazi della Scuola Holden, dove per la prima volta in Italia, dal 22 al 31 verrà ospitato il suo laboratorio L’Usine de Films Amateurs: oltre 600 persone scrivono, realizzano e poi proiettano un cortometraggio, tutto nello stesso giorno. Un esperimento già portato in 14 Paesi, dando vita a 5.ooo corti.
Cosa la sorprende di più di questo laboratorio?
«Noto che le persone più lontane dal mondo del cinema sono quelle con idee più interessanti. In Brasile abbiamo lavorato con dei teenager di una favela che non erano mai stati al cinema e hanno realizzato una storia bellissima».

Quanto è importante per lei l’aspetto artigianale della creazione cinematografica?
«Io uso degli

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