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Michael Walzer: «Netanyahu? Lo appoggiano molti irriducibili, ma è destinato all’isolamento politico»

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di Viviana Mazza

Il filosofo politico: «Netanyahu ha registrato un calo enorme, ma l’altra parte non ha guadagnato»

DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON «Deluso»: è il primo commento del filosofo politico Michael Walzer, al telefono da New York, sull’esito elettorale in Israele. «Ci sono stati alcuni aspetti positivi, ma nel complesso potrebbe rivelarsi un vero disastro: sei mesi con Bibi come primo ministro ad interim e poi altre elezioni».

Quali sono gli aspetti positivi?
«La coalizione di destra aveva 68 seggi nell’ultima Knesset, mentre ora dovrebbe averne 53. Stando ai dati che ho visto, con circa il 96% dei voti scrutinati, si tratta di un calo enorme. D’altra parte, però, l’altra fazione non ha guadagnato terreno. C’è il grande avanzamento dei partiti arabi: una grande vittoria per la democrazia israeliana. Ma potrebbe non aiutare nella formazione di un governo decente. E i due partiti all’estrema destra hanno ottenuto solo mezzo milione di voti su oltre 5 milioni. Ma tutto questo non basta a costituire un governo degno di questo nome».

Cosa si aspettava?
«Mi aspettavo che Yashar di Eisenkot fosse il partito di maggioranza e che gli venisse chiesto di formare un governo. E pensavo che si sarebbe potuto

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