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Bolsonaro jr, la fuga e la promessa di rivolta dagli Usa: «Sono io il presidente». Ma poi ritratta, e Trump lo scarica

di Sara Gandolfi

Il figlio del golpista Jair è passato per Argentina ed Ecuador prima di giungere a Miami. La lettera contro Lula: «Una frode». Poi ritratta e si definisce solo «leader»

Flávio Bolsonaro si auto-proclama, dall’esilio nella «terra della libertà» americana, il «vero presidente del Brasile», paragonandosi nientemeno che a Charles De Gaulle «che guidò la Francia libera da Londra, dopo essere stato condannato a morte dal regime di Vichy». Poi corregge il tiro, e cambia la parola «presidente» con «leader». Per gli Stati Uniti, che gli hanno aperto le frontiere senza pompa magna, è un rifugiato «umanitario», al pari dei profughi ucraini. Non è fuggito da una guerra ma da un’inchiesta giudiziaria, che ha portato al divieto di espatrio appena 7 minuti dopo l’annuncio della sua sconfitta nella sfida elettorale contro Lula, domenica. Per i suoi avversari, in Brasile e sui social, è un semplice «codardo».

Washington ha concesso a Bolsonaro jr, alla moglie e alle due figlie adolescenti Luiza e Carolina, secondo i registri doganali consultati dal giornale Metropoles, un ingresso valido un anno, sotto la categoria «DT», riservato alle situazioni umanitarie urgenti. Trump approva: «Sono stati trattati ingiustamente», ha dichiarato, rifiutandosi però di

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