
di Anna Maselli e Matteo Valente
Il «dossier» della Giulio Cesare sul tavolo dell’assessora alle politiche educative del Comune di Venezia: «Serve il coinvolgimento della Regione»
Al lavoro sul «dossier» Giulio Cesare. L’assessora alle Politiche educative Maika Canton, dopo aver incontrato la preside dell’istituto, ha chiesto un incontro al direttore dell’Ufficio scolastico Marco Bussetti, fissato per la prossima settimana: si parlerà di numeri e di possibili soluzioni rispetto a un tema che scavalca i cancelli dei cinque plessi (due scuole dell’infanzia, due elementari, una scuola media) e ha a che vedere con la sfida della multiculturalità.
Le possibili risposte
Nel quartiere Piave, che si estende dall’omonima via fino alla stazione, dal parco Piraghetto fino a Corso del Popolo, oltre il 35 per cento della popolazione residente è infatti di origine straniera. E i bambini vengono iscritti praticamente tutti alla Giulio Cesare, tanto che nelle classi prime si arriva anche a nove alunni su dieci con cognome straniero.
«Siamo aperti al dialogo, anche su una possibile redistribuzione dei bambini non italofoni», osserva dopo che questa estate il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale aveva aperto alla possibilità per risolvere la situazione delle scuole con troppi alunni stranieri. «Mi incontrerò con Bussetti




