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Messico-Sudafrica, la nazionale Tricolor punta sull’effetto Azteca

Padroni di casa favoriti nella sfida inaugurale del torneo americano. Per i Bafana Bafana pericolo cartellini

Carlo Tagliagambe

Giornalista

11 giugno – 19:48 – MILANO

Stazio Azteca, Città del Messico. Difficile immaginare un luogo più iconico per il calcio d’inizio di un Mondiale. Cinquantasei anni dopo la “partita del secolo” – quell’indimenticabile 4-3 tra Italia e Germania – l’impianto della capitale messicana si prepara a fare un altro passo nella storia. Da qui parte infatti la prima edizione extralarge del torneo: 48 squadre, 104 partite e ben tre paesi ospitanti. E una curiosità: la gara inaugurale tra Messico e Sudafrica non è un inedito come debutto di un Mondiale. Si è infatti già giocata – ma a campi invertiti – nel 2010, con i Bafana Bafana padroni di casa. Allora finì 1-1, ultimo pareggio in assoluto nell’esordio di un campionato del mondo. Oggi però la nazionale Tricolor cerca subito punti-qualificazione: Ahorita, come dicono da queste parti. L’obiettivo minimo è superare lo scoglio degli ottavi di finale, massimo traguardo raggiunto dal 1994 a oggi. E il fattore campo può aiutare, eccome: nei due Mondiali giocati da paese

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