
Secondo una revisione di oltre 350 studi ridurne l’apporto potrebbe favorire metabolismo, controllo dell’infiammazione e meccanismi cellulari associati a un invecchiamento più sano
Daniela Cursi Masella
24 agosto – 16:30 – MILANO
Proteine a colazione, negli snack, negli yogurt e nelle bevande: negli ultimi anni sono diventate protagoniste dell’alimentazione, soprattutto per chi pratica sport. Ma più proteine significa necessariamente più salute e longevità? Una revisione mette in discussione questa convinzione.
cosa dice la scienza su invecchiamento e proteine—
Gli esperti hanno passato in rassegna oltre 350 studi sul rapporto tra restrizione delle proteine, metabolismo, invecchiamento e longevità. Conclusione: meno proteine, più spazio ai meccanismi di “riparazione”. La revisione, infatti, suggerisce che ridurre l’apporto proteico potrebbe influenzare positivamente diversi processi biologici. Tra gli effetti osservati: un miglioramento della funzione metabolica; una riduzione del danno cellulare e dell’infiammazione; e modificazioni dei sistemi con cui le cellule percepiscono e utilizzano i nutrienti. Un ruolo particolare sembra averlo l’FGF21, un ormone che aumenta quando diminuisce l’assunzione di proteine. Secondo gli studi esaminati, livelli più elevati di FGF21 possono favorire il dispendio energetico, migliorare la regolazione della glicemia e ridurre l’infiammazione. Nei




