
Dal vostro osservatorio, come sta cambiando il comportamento di chi si ferma nelle vostre stazioni di servizio?
In primo luogo, 10 anni fa, quando ho cominciato questo lavoro, il rapporto tra cash e non cash era 80-20, cioè l’80% delle operazioni era in contanti. Adesso è esattamente l’opposto, siamo a un 20-80. Questo 80% di transazioni, però, si divide equamente tra circuiti bancari a debito e a credito. Immaginate le complicazioni: gestire l’80% di cassa era meno oneroso che gestire l’80% dei pagamenti elettronici. Un secondo elemento che si è notato negli ultimi 15 anni è una forte polarizzazione del consumatore tra chi preferisce il fai-da-te e chi preferisce il servito.
La fluttuazione del prezzo della benzina ha acceso un nuovo faro sull’uso delle auto elettriche. I vostri piazzali sono attrezzati anche per questo…
Sì, noi siamo una delle realtà che operano nel campo delle ricariche pubbliche. Al di là del fatto che è un obbligo normativo, soprattutto quando si realizzano nuovi impianti. La nostra rete, sia di proprietà sia tramite accordi di roaming, copre il 60% dell’infrastruttura italiana.




