
di Marco Galluzzo
Quello azero potrebbe coprire un quarto del nostro fabbisogno
È tornata dal vertice in Francia lodando Macron, forse per la prima volta in modo così netto da quando è al governo, pienamente convinta che sia Parigi sia Londra abbiano fatto un ottimo lavoro e che l’Italia sarà in prima linea quando e se scatterà una missione internazionale per il controllo delle acque di Hormuz.
L’Italia «farà la sua parte» dicono anche fonti della nostra Difesa, e lasciano intendere che potranno essere molteplici i mezzi navali che la nostra Marina metterà a disposizione, senza alcun problema ad avere un comando britannico o francese.
Le critiche di chi rimarca un doppio registro, gli indici puntati da parte delle opposizioni sul suo «europeismo» d’opportunità, persi gli alleati Orban e Trump, la scalfiscono sino a un certo punto. Del resto, a chi le chiede se è dispiaciuta, rammaricata o preoccupata dal deterioramento delle relazioni personali con la Casa Bianca, la premier risponde in un modo che più politico non potrebbe essere.
Per fare questo lavoro — è il ragionamento — non è possibile fermarsi sui sentimenti e l’unica bussola è la legittimità degli atti e delle




