
di Simone Canettieri
I magistrati: pronti al ricordo. Mi: cifre dovute, non regali
«Non firmerò». A sette mesi dalla sconfitta del referendum sulla giustizia, Giorgia Meloni apre un altro fronte con la magistratura: non firmerà il decreto (tecnicamente un Dpcm) per sbloccare gli aumenti di stipendio arretrati, previsti in base ad alcune sentenze del Consiglio di Stato. La cifra ammonta a circa 1 miliardo di euro (970 milioni) da stanziare subito in Finanziaria. In concreto si stima fino a circa 100 mila euro, arretrati compresi, per ogni magistrato, più l’aumento di circa 20 mila euro l’anno per gli anni successivi.
Lo stanziamento è contenuto nel Documento programmatico di bilancio. Tra le misure che andranno a comporre la prossima manovra c’è un «Fondo sentenze» cui corrisponde una spesa una tantum, solo per il 2027, di 1,92 miliardi (lo 0,08% del Pil). La maggior parte di queste risorse, come svelato dal Sole 24 Ore, dovrebbe essere destinata proprio agli adeguamenti per i magistrati dal 2018 al 2023. L’Anm e le altre associazioni di magistrati, con una serie di ricorsi vinti fino al Consiglio di Stato, sono riusciti a ottenere che il sistema di ricalcolo degli arretrati fosse rivisto, passando




