
di Simone Canettieri
Roma rimane favorevole al formato E5. Nei prossimi giorni Crosetto e Tajani a Washington
Giorgia Meloni si tiene alla larga dal vertice di Londra organizzato dai leader di Regno Unito, Francia e Germania con Volodymyr Zelensky. L’entourage della premier nega qualsiasi contatto prima e dopo la riunione con i protagonisti del summit. L’iniziativa per l’Ucraina organizzata dai Volenterosi — Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz, in rigoroso formato E3 senza l’Italia — viene osservata dal governo con realismo, senza preconcetti ma con una punta di scetticismo.
Nessun commento ufficiale, mentre al numero 10 di Downing Street campeggiano solo quattro bandiere. Manca il nostro tricolore. Un’assenza che viene fatta pesare dalle opposizioni con Riccardo Magi (+ Europa) ed Enrico Borghi (Iv): «Ormai siamo osservatori, con Draghi eravamo protagonisti».
Roma non critica l’importanza di costruire una posizione europea in vista di eventuali negoziati con la Russia, ma difficilmente potrebbe accettare solo la presenza del formato E3 al tavolo delle trattative con Putin. Per la nostra diplomazia infatti la soluzione migliore resta l’E5 (con Italia e Polonia) più la Commissione europea. C’è inoltre il neo del mancato coinvolgimento degli Usa, considerati «indispensabili» fino a




