
di Andrea Dalla Serra
La quota del 17% passerà ai privati. Nel 2025 ha registrato un utile di 6,18 milioni
Il Consiglio regionale torna a discutere del futuro di Mediocredito, l’istituto bancario a partecipazione pubblica nato negli anni ‘50 e che svolge attività di medio e lungo termine. Durante la seduta di ieri, il presidente della Giunta regionale, Arno Kompatscher, ha assicurato che si procederà con il bando per cedere le azioni della Regione ai privati, ma che la banca manterrà la propria vocazione territoriale, non diventando nazionale. Già nel 2025 le due Province di Trento e Bolzano avevano dato seguito alla decisione di ridurre la partecipazione pubblica in Mediocredito con l’obiettivo strategico, per tutto l’ambito del Trentino-Alto Adige, di valorizzare il ruolo dell’istituto bancario a sostegno alle imprese del territorio. L’iniziativa era nata dall’esigenza di adeguarsi alla normativa che stabilisce che la partecipazione pubblica negli istituti di credito non possa superare il 50%. Attualmente i soci pubblici, ovvero le due Province e la Regione, detengono la maggioranza delle quote con un totale del 52,47%, che corrisponde alla somma del 17,49% in mano a ciascuno dei tre enti. La procedura interesserà dunque il 17,49% che fa capo




