di Silvia Morosi
I risultati del progetto «MedCoral Guardians» confermano l’impatto della crisi climatica sulla Cladocora. La fondazione sta sperimentando tecniche di restauro nelle aree protette di Ustica, Tavolara e Punta Campanella
Le temperature delle acque sempre più calde e la crisi climatica colpiscono i coralli del Mediterraneo, arrivando a compromettere la sopravvivenza di questo patrimonio della biodiversità. La conferma arriva dai risultati di MedCoral Guardians, il primo progetto di tutela dei coralli del Mediterraneo realizzato dalla Fondazione Marevivo – con il contributo di The Nando and Elsa Peretti Foundation – nelle aree marine protette di Ustica, Tavolara-Punta Coda Cavallo in Sardegna e Punta Campanella in Campania.
In particolare, in due anni il piano ha documentato gli effetti del riscaldamento marino sulla Cladocora, corallo endemico del Mediterraneo, oggi minacciato dalle attività antropiche e dalle sempre più frequenti ondate di calore che provocano lo sbiancamento e portano alla morte di intere colonie. Questa specie offre rifugio e nutrimento a numerosi esemplari, contribuisce al mantenimento degli equilibri ecologici costieri e costituisce un bioindicatore della qualità delle acque e degli effetti dei cambiamenti climatici. A essere mappati oltre 6mila metri quadrati di fondale, con più di 200 osservazioni raccolte, circa




