
Dall’inizio dell’anno «bruciati» oltre 300 miliardi di euro. Da Gucci a Kering e Hermès, i motivi della crisi e l’impatto sulle aziende
Se è vero che la Borsa non mente, il settore del lusso sta attraversando una fase particolarmente complessa. In base alle stime riportate da Reuters, dall’inizio dell’anno le prime 10 aziende europee del lusso hanno perso oltre 300 miliardi di euro di capitalizzazione di mercato. In altri termini, il valore complessivo delle loro azioni si è ridotto di più di 300 miliardi di euro.
Tra i casi più significativi ci sono grandi gruppi come Kering e Lvmh, le cui quotazioni sono scese del 40%, ma anche player indipendenti come Hermès, che ha registrato una contrazione del 39%.
La fuga dei clienti aspirazionali e la crisi del mercato cinese
All’origine di questa flessione vi è un significativo rallentamento delle vendite. Nel terzo trimestre dell’anno, la divisione abbigliamento e pelletteria di Lvmh ha riportato un calo del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre Gucci, che fa parte di Kering, ha segnato -6%.
Di fatto, le aziende stanno subendo gli effetti di un mix di fattori sfavorevoli: dal progressivo allontanamento dei clienti aspirazionali, che in passato avevano sostenuto l’andamento positivo delle categorie




