di Giorgia Bollati
Il Pnrr potenzia 33 impianti, con ricadute occupazionali soprattutto al Sud. La raccolta cresce e supera i target Ue, ma il nuovo regolamento sugli imballaggi impone altri investimenti e un mercato delle materie prime seconde più forte
Oltre 200 milioni di euro di investimenti, una capacità impiantistica in crescita e nuove disposizioni europee che ridisegnano il futuro degli imballaggi. La filiera cartaria italiana è in una fase di trasformazione: a fare il punto a Ecomondo 2026 sono stati Comieco, Nomisma, Assografici e Conai, che in diversi appuntamenti nel corso della Fiera dedicata all’economia circolare e alla transizione energetica hanno riportato i dati sugli investimenti del Pnrr, le prospettive aperte dal nuovo regolamento europeo sugli imballaggi (Ppwr) e i nuovi impegni per le aziende.
Le risorse
«Dei circa 100 milioni di euro previsti, 67 milioni sono stati utilizzati, attivando 145 milioni di investimenti privati, per un valore complessivo di 212 milioni», spiega Roberto Di Molfetta, direttore generale Comieco, il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica. «Sono 33 gli impianti coinvolti: nove cartiere e cartotecniche e 24 strutture di gestione e primo trattamento dei rifiuti. Circa il 70% degli impianti risulta già




