
Dal club rossoblù Rezart Taci, petroliere albanese, si sfilò senza spiegare i motivi. È stato vicino a rossoneri e giallorossi, poi è tornato in Emilia, ma dopo un mese ha ceduto la società gialloblù a Manenti. Ora è stato condannato a undici anni di carcere. È accusato di riciclaggio e associazione a delinquere. Chissà se, da abilissimo giocatore di scacchi qual è, gli riuscirà anche l’ultima mossa
L’uomo dalle molte vite è stato condannato a undici anni di carcere. È accusato di riciclaggio e associazione a delinquere. È stato processato in Albania, in contumacia. Da tempo è latitante. È attualmente ricercato dalla polizia. L’uomo dalle molte vite si chiama Rezart Taçi, ha cinquantacinque anni, è nato nel 1971 ad Erseke, la città del miele, parla cinque lingue, è un abilissimo giocatore di scacchi. Negli anni 90 ha studiato giurisprudenza in Italia, all’università di Torino, poi è tornato in Albania dove ha cominciato a fare affari fondando la Taçi Oil, azienda leader nell’estrazione del petrolio. L’oro nero è stata la sua fortuna. Il suo nome, Rezart, significa letteralmente “Raggio di sole”, ma di luce, nel suo percorso, ce n’è davvero poca. Prevalgono le ombre, le zone grigie. La vicenda processuale che lo




