di SARA GANDOLFI
Bentrovati.
È finalmente arrivata l’ora X. Donald Trump riceverà oggi alla Casa Bianca Luiz Inácio Lula da Silva, dopo mesi di attacchi reciproci, stilettate e paci improvvise. I due presidenti non potrebbero essere più lontani, ideologicamente, e più vicini anagraficamente. Entrambi ottantenni (l’americano li compirà a giugno, il brasiliano ha superato la soglia lo scorso ottobre) si collocano ai due opposti del populismo. L’ex sindacalista metalmeccanico e fondatore del Partito dei Lavoratori, nato in una famiglia umile del Pernambuco, è l’ultimo baluardo di una sinistra storica nell’America latina. Il tycoon, erede di una ricchissima dinastia di origine tedesca e figlio di uno dei più noti immobiliaristi di New York, è il paladino della nuova estrema destra globale.
Nello Studio Ovale, hanno annunciato, discuteranno di dazi commerciali, cooperazione contro il crimine organizzato e del sistema Pix, la piattaforma di pagamenti istantanei via app senza commissioni sviluppata dalla Banca centrale brasiliana. Washington ha aperto nel 2025 un’indagine sul sistema, ricorda l’agenzia Ansa, sostenendo che possapenalizzare la competitività delle società statunitensi delle carte di credito.
Sul tema del narcotraffico, Lula proverà ad impedire alla
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