
Dai fondali marini arriva una possibile nuova strada contro l’invecchiamento cerebrale: una sostanza che agisce sulle connessioni tra neuroni
Eugenio Spagnuolo
20 ottobre – 15:47 – MILANO
A guardarlo non ispira particolari fantasie gastronomiche. L’ascidia, o sea squirt, è un piccolo animale marino dalla consistenza gelatinosa, consumato soprattutto in Corea e Giappone, dove può arrivare in tavola persino crudo. Eppure, dentro quella creatura dall’aspetto poco invitante si trovano in abbondanza i plasmalogeni, particolari lipidi presenti anche nel nostro organismo che potrebbero avere un ruolo utile nell’invecchiamento cerebrale. Uno studio pubblicato su Frontiers in Molecular Biosciences ha infatti osservato che somministrandoli a topi anziani ne migliorava le capacità cognitive e modificava alcuni dei processi biologici associati all’età. Con un effetto collaterale quantomeno curioso: alle cavie ricresceva anche un pelo più scuro e lucido.
fosfolipidi—
I plasmalogeni sono fosfolipidi presenti nelle membrane cellulari e nell’uomo sono particolarmente abbondanti nel cervello. Con l’età la loro quantità tende a diminuire; livelli ridotti sono stati osservati anche in alcune malattie neurodegenerative, fra cui Alzheimer e Parkinson. I ricercatori della Shanghai Jiao Tong University, della Xi’an Jiaotong-Liverpool University e di altri centri, compresa Stanford, hanno




