La notizia più che curiosa è interessante e fotografa una realtà (dopo anni di semi abbandono) in costante crescita. In Lombardia i produttori di formaggio a latte crudo sono 1.300, con 300 agricoltori-alpeggiatori interessati direttamente a questa attività. Un comparto che deve essere costantemente monitorato, soprattutto per la tutela della salute pubblica. La Regione ha così deciso di istituire un apposito gruppo di lavoro per “la salvaguardia di pascoli, malghe, alpeggi e il sostegno all’agricoltura e agli allevamenti di montagna“. E il 2 luglio è entrato in vigore il piano alpeggi 2026, che punta a rafforzare la sicurezza delle casearie di montagna attraverso controlli più mirati e una maggiore attenzione alla qualità dell’acqua utilizzata nelle malghe.

Lombardia, la Regione rilancia il latte crudo con controlli gratuiti nelle malghe
Si tratta di un progetto sperimentale di monitoraggio microbiologico durante la stagione d’alpeggio che solleverà i produttori dal sostenere le spese dei campionamenti. Inoltre, sono previsti percorsi di formazione per gli operatori e l’aggiornamento delle linee guida regionali sulla trasformazione del latte, invariate da oltre 25 anni. La vendita del latte crudo dovrà essere accompagnata da indicazioni chiare per il consumatore, a garanzia in particolare delle categorie più fragili. «Chi




